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Nelle varie fasi storiche, lo scambio ha
attraversato varie fasi. All'inizio avevamo il baratto, che consisteva
nello scambio di beni con altri beni. Successivamente è stato introdotto l'uso
della moneta, che misura il valore di un bene e quindi ne facilità lo
scambio. Nell'era moderna, è stato introdotto anche il credito che
permette lo scambio di due prestazioni non simultanee.
Per avere lo scambio, devono esistere dei
presupposti. Il primo è l'esistenza di una "domanda" (che equivale alla
richiesta del bene) e di una "offerta" (quantità di merce da vendere).
I beni devono poi essere immessi sul mercato, che è il "posto" dove gli
operatori operano per effettuare gli scambi mediante il contratto di
compravendita.
Il Contratto di compravendita regola il
trasferimento di proprietà di un bene dal venditore al compratore. Il contratto
deve essere consensuale, a titolo oneroso e bilaterale.
Esistono anche degli obblighi per i contraenti:
Il venditore deve consegnare la merce venduta nei luoghi e nei tempi
stabiliti e garantire l'integrità della merce.
Il compratore: deve pagare il prezzo pattuito e ritirare la merce nei
tempi precedentemente pattuiti. Ovviamente, nel contratto di compravendita ci
sono delle clausole accessorie, come la qualità della merce, la quantità,
modalità e luoghi di consegna.
Nella cessione dei beni a titolo oneroso il
prezzo netto è soggetto a imposta IVA (Imposta valore aggiunto). E' una imposta
indiretta che grava ai consumatori finali. Per i commercianti, questa risulta un
credito negli acquisti e un debito nelle vendite. I commercianti infatti versano
all'Erario l'imposta riscossa deducendo quella pagata, ossia l'Iva. Le aliquote
in vigore sono del 4, 10 e 20%.

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