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Gli assegni sono dei titoli di credito che
presentano caratteristiche simili alle cambiali, ma che differiscono poiché sono
sempre pagabili "a vista" (non hanno una scadenza) e possono essere pagati "al
portatore".
L'assegno è un ordine dato dal proprietario del
conto corrente alla banca. Questa deve determinare una determinata somma a
favore del beneficiario. Avremo quindi un emittente, un trattario e un
beneficiario.
Nella compilazione di un assegno è previsto
l'inserimento della data di emissione. Viene comunque tollerata la mancanza di
una data, ma è assolutamente vietata dalla legge la postdatazione.
Per gli assegni a vuoto, sono previste delle
sanzioni civili contro l'emittente. In questo caso, il portatore dell'assegno
scoperto può agire in via di regresso per il recupero del proprio credito
presentando l'assegno in tempo utile (da 8 a 15 giorni) e far constatare il
mancato pagamento tramite il protesto.
Abbiamo inoltre l'assegno circolare, una
promessa di pagamento emessa da una banca verso un beneficiario. Avremo dunque
due soggetti: un emittente e un beneficiario.
In questo caso il debitore non compare sull'assegno, ma solo sulla richiesta di
emissione di quest'ultimo. Anche gli assegni si possono trasferire tramite
girata, quella più diffusa è la girata in bianco.
A seconda delle condizioni finanziarie del
debitore, cambiano anche le condizioni del pagamento. Oltre alle banconote e ai
titolo di credito abbiamo anche altri strumenti di pagamento emessi tramite le
Poste o le banche.
Per la posta, abbiamo soluzioni come il
BancoPosta, l'assegno postale e il contrassegno.
Per quanto riguarda la banca, abbiamo il giroconto, bonifico e carta di credito.

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